Il periodo di prova non è automatico
Senza una clausola esplicita, il periodo di prova legale di default è di un mese, con un termine di disdetta di 7 giorni. Molte PMI pensano di beneficiare di un periodo di 3 mesi « come tutti », mentre ciò è vero solo se il contratto lo prevede espressamente, fino a un massimo di 3 mesi.
Termini di disdetta: cosa è negoziabile, cosa no
Il Codice delle obbligazioni fissa termini minimi secondo l’anzianità (generalmente 1 mese nel primo anno, 2 mesi dal 2° al 9° anno, 3 mesi in seguito). Un contratto può prevedere termini più lunghi, ma non più brevi di questo minimo legale. Una clausola che tentasse di farlo sarebbe semplicemente nulla.
Clausola di non concorrenza: condizioni rigorose
Per essere valida, una clausola di non concorrenza deve essere limitata nel tempo, nel luogo e nel genere di affari, e il dipendente deve aver avuto conoscenza della clientela o di segreti aziendali suscettibili di causare un pregiudizio sensibile al datore di lavoro. Una clausola troppo ampia o applicata a una posizione senza reale accesso a tali informazioni rischia di essere ridotta o annullata da un giudice.
Straordinari e ferie: i punti di frizione frequenti
Un contratto che non precisa il regime degli straordinari (compensazione in tempo o pagamento, eventuale maggiorazione) o resta vago sul riporto dei giorni di ferie non goduti genera la maggior parte delle controversie alla fine di un rapporto di lavoro. Clausole chiare evitano la maggior parte di questi disaccordi.
Una precisazione importante
Questa guida presenta regole generali, non una consulenza legale personalizzata. Ogni situazione (settore, cantone, contratto collettivo applicabile) ha le proprie particolarità.
Per la redazione o la revisione di un contratto di lavoro, vedere le nostre formule di abbonamento.